Le serre reali del Castello di Racconigi

La composizione architettonica è attribuita a Carlo Sada, architetto eclettico tra i protagonisti della scena artistica piemontese del secolo. Per definirne gli aspetti tecnici e funzionali due giovani giardinieri dipendenti della Azienda della Real Casa furono mandati a studiare le serre  delle più importanti residenze d’Europa.
Grazie alla straordinaria esperienza acquisita con il viaggio, Giuseppe e Marcellino Roda, direttori del parco dal 1840, collaborarono alla costruzione dell’edificio e quindi costituirono la straordinaria collezione formata, secondo l’Inventario redatto nel 1892, da 184 specie diverse di fiori e piante rare, tra cui ananas qui per la prima volta coltivati in Italia.
Dopo il 1946  la lunga vertenza giudiziaria che oppose lo Stato italiano e la famiglia Savoia per la definizione dei diritti di proprietà della residenza racconigese decretò l’abbandono e quindi il degrado del complesso.
Con l’acquisizione da parte dello Stato italiano, avvenuta nel 1980,  fondi di bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali hanno permesso di eseguire i prioritari interventi di conservazione.

Descrizione del progetto

Il progetto si qualifica come intervento di conservazione degli elementi costruttivi e decorativi. Comprende la realizzazione degli impianti di riscaldamento e di irrigazione, il rifacimento dei pavimenti e il restauro del locali “di servizio” della serra bassa: l’officina dei giardinieri e il deposito della frutta. Propone, considerato il grande interesse scientifico, la riproduzione della collezione botanica storica e il suo allestimento secondo un percorso didattico e scenografico.
A lavori conclusi la serra diventerà sede della scuola per giardinieri e cultori della materia. Sarà luogo di visita, ma anche di produzione di fiori e frutti pregiati. Insieme al fieno destinato all’allevamento di mucche selezionate e quindi alla lavorazione e alla formazione di formaggio di qualità, alle marmellate preparate con le mele antiche del frutteto, alla legna del parco, la serra potrà contribuire a restituire alla residenza racconigese l’originaria vocazione.




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