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La città fenicia di Sulky di Sant’Antioco
La necropoli punica di Sant’Antioco si estende sui colli che degradano verso la piana costiera. I sepolcri, scavati nel tufo, sono camere sotterranee cui si accede percorrendo un corridoio a gradini che scende in profondità fino alla soglia del sepolcro. Le camere presentano un ampio spazio indiviso, rettangolare, coperto da soffitto piatto e con nicchie in parete; oppure sono divise in due celle affiancate, separate da un tramezzo murario. I defunti venivano deposti nelle camere in feretri di legno accompagnati da un ricco corredo: ceramiche, maschere, amuleti e gioielli in vetro e oro. I due sepolcri, di cui con MaratonArte si propone il restauro, presentano eccezionali testimonianze: il personaggio scolpito e dipinto e la ricca decorazione dipinta del sepolcro n. 7 sono infatti documenti insostituibili e preziosi di un patrimonio punico oggi quasi scomparso in tutto il Mediterraneo. Il sepolcro n. 11 conserva alcuni feretri lignei in buono stato di conservazione e tra questi un tetto di sarcofago ligneo scolpito e dipinto raffigurante una divinità alata, altro documento rarissimo e prezioso dell’artigianato funerario punico.
| Descrizione del progetto
Il progetto persegue due obiettivi: definire un circuito di perimetrazione e di percorrenza che consenta la circolazione del pubblico all’interno della necropoli secondo standard adeguati di sicurezza; procedere alla valorizzazione dei due sepolcri più importanti della necropoli. Il primo obiettivo prevede la realizzazione di un perimetro di recinzione in acciaio, di minimo impatto ambientale, abbinato alla definizione di percorsi pedonali in terra battuta all’interno del sito e integrato dal posizionamento di dieci pannelli didattici. Il secondo obiettivo prevede il risanamento strutturale delle camere in tufo, risolvendo così i problemi di distacco, fessurazione della pietra e invasione di muffe, il consolidamento delle superfici dipinte e scolpite, l’irregimentazione delle acque meteoriche in modo da preservare i contesti antichi. Ancora, verranno trattati alcuni legni dei feretri funebri in modo da bloccare la polverizzazione del legno e fissare le parti scolpite e dipinte.
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